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Ligure centro-occidentale[modìfica | modìfica wikitèsto]

Ligure centro-occidentale
Parlòu inLiguria-Bandiera.png Liguria
Flag of Piedmont.svg Piemonte
(Alto, Caprauna)
Clasificaçión
FilogéneziLingue indoeuropee
 Italiche
  Romanze
   Romanze occidentali
    Gallo-Romanze
     Gallo-Italiche
      Ligure
       Ligure centro-occidentale
DialéttiFinalese
Albenganese
Alassino
Onegliese
Portorino
Dialétti lìguri céntro-òcidentâli.png
Diffusione dei dialetti liguri del gruppo centro-occidentale, in azzurro le aree di transizione.

Il ligure centro-occidentale[1] è il sottogruppo della lingua ligure che ne raccoglie le parlate e i dialetii diffusi nella parte di riviera di Ponente compresa all'incirca tra i comuni di Finale Ligure (Varigotti) e Taggia.

Questo raggruppamento è stato così definito dal linguista Werner Forner, tra i massimi studiosi delle diverse varietà liguri, nella sua opera Aree linguistiche della liguria del 1980[2]; classificazione accettata e ripresa dagli autori successivi[3].

Descrizione[modìfica | modìfica wikitèsto]

I dialetti del gruppo centro-occidentale sono diffusi in buona parte della Riviera di Ponente e nell'immediato entroterra, nella valle Arroscia, val Neva e, parzialmente, nell'alta Val Bormida[4]. Varietà di ligure qui classificate sono parlate nei due comuni piemontesi di Alto e Caprauna, parte della Provincia di Cuneo anche se al di qua dello spartiacque alpino.

Sempre in basa alla classificazione di Forner, a ponente i dialetti centro-occidentali vengono progressivamente sostituiti dai dialetti liguri occidentali (o Intermeli, in primis dal Sanremasco) mentre a levante cedono il posto al ligure "centrale", in particolare al dialetto savonese. Verso nord, oltre lo spartiacque, sono presto sostituiti dai dialetti della Val Bormida, caratterizzati da marcate influenze piemontesi, mentre nei pressi del confine francese si trova il ristretto e peculiare gruppo dei dialetti liguri alpini.

Storia[modìfica | modìfica wikitèsto]

Le parlate inserite in questo gruppo, nonostante una certa variabilità interna (specialmente tra la riviera e l'entroterra), risultano essere quelle più vicine al gruppo centrale, e quindi al genovese sensu stricto che, dal canto suo, ha sempre esercitato una forte influenza sulle varietà del ligure più vicine al capoluogo.

Interessante è quanto notato da alcuni studiosi, tra i quali il già citato professor Forner (nella sua opera ???): sembra infatti che le parlate centro-occidentali abbiano, a differenza del genovese (sottopostosi in epoca post-medioevale ad un processo di regolarizzazione), mantenuto la maggior parte delle caratteristiche arcaiche e medioevali del genovese stesso. Questo suggerisce di come le parlate liguri siano state sottoposte, per lo meno nella riviera di Ponente, ad un primo processo di "genovesizzazione", avvenuto in seguito alla conquista da parte della Repubblica di Genova dell'area. Tra i vari eventi si ricordano, ad esempio, la conquista di Ventimiglia del 1221 o la sottomissione di Albenga del 1251.

A seguito del processo di standardizzazione del genovese, avvenuto durante i secoli d'oro della Superba, si avrà una seconda "ondata" di genovesizzazione della lingua ligure che tuttavia si arresterà in questo caso nei pressi di Savona, limite attuale dei dialetti e delle parlate appartenenti al gruppo del ligure centrale. Invece le varietà inscritte all'interno del gruppo ligure centro-occidentale seguiranno un'evoluzione differente, il che le porterà a mantenere caratteristiche proprie del genovese nonostante, nella parlata stessa del capoluogo, fossero ormai cadute in disuso.

Dialetti[modìfica | modìfica wikitèsto]

Le principali parlate locali qui incluse prendono il nome dai centri storicamente e demograficamente più importanti della zona, si segnalano infatti:

  • Dialetto finalese
  • Dialetto albenganese
  • Dialetto alassino
  • Dialetto portorino

Le seguenti varietà sono invece classificate come dialetti di transizione, presentando sia caratteristiche ascrivibili a questo gruppo che altre proprie di suddivisioni confinanti:

  • Dialetto taggiasco: parlato nell'omonima città ed in alcuni comuni confinanti, presenta caratteristiche di transizione con i dialetti del gruppo occidentale
  • Dialetto dell'alta valle Pennavaira: parlato nei due comuni piemontesi di Alto e Caprauna si è sviluppato, per ragioni storiche[5], come una forma intermedia tra i dialetti parlati più a valle, fortemente influenzati dall'albenganese, e il dialetto ormeasco, parlato al di là dello spartiacque e parte del gruppo ligure alpino.
  • Dialetto di Bardineto: varietà peculiare tra i dialetti diffusi nella Val Bormida, il bardinetese presenta caratteristiche intermedie tra i dialetti diffusi al di qua dello spartiacque alpino e altre proprie dei dialetti valbormidesi, parte dell'ampio gruppo del ligure dell'Oltregiogo e caratterizzati da maggiori influenze piemontesi.
  • Dialetti del golfo loanese: i dialetti parlati nella fascia costiera compresa tra Loano e Pietra Ligure risultano essere maggiormente influenzati da parlate del gruppo del ligure centrale, tanto che vengono classificati come di transizione con quest'ultimo, differenziandosi in modo abbastanza netto dalle due vicine varianti di albenganese e finalese.

Fonologia[modìfica | modìfica wikitèsto]

Mappa dettagliata dei vari dialetti - Da creare

A causa della duratura unità territoriale dell'area garantita dalla Repubblica di Genova, i dialetti liguri del gruppo centro-occidentale si sono storicamente uniformati al genovese "illustre", anche se permangono alcuni elementi peculiari. Difatti, oltre alle influenze del genovese sensu stricto, si riscontrano alcune caratteristiche riconducibili all'antico substrato dialettale locale, non del tutto scomparso. Queste caratteristiche hanno permesso di determinare alcune isoglosse, dalle quali è scaturita la classificazione dei dialetti liguri in gruppi inizialmente proposta da Forner. In particolare il ligure centro-occidentale viene determinato in base agli esiti nell'evoluzione di alcuni fonemi[6]:

  • -cl- : in base al suo esito si può determinare il confine occidentale di questo gruppo di dialetti. Difatti ad oriente di Taggia si ha un'evoluzione in -dːʒ- (comune con i dialetti del gruppo centrale) mentre nei dialetti occidentali (o intermeli) si ha un'evoluzione in -ʎ-[7], accentuata in alcuni casi, come nel mentonasco, sino ad -i̯-[8]. Ad esempio il latino speculum è divenuto [ˈspedːʒu] nei dialetti centro-occidentali e centrali, contro un'evoluzione in [ˈspeʎu] nei dialetti più occidentali. L'isoglossa che determina il passaggio da -dːʒ- a -ʎ- è utile per indicare il confine tra le parlate centro-occidentali e quelle occidentali. Questa coincide all'incirca col torrente Argentina, per lo meno nel suo tratto intermedio, fatto particolarmente evidente nel comune di Montalto Carpasio. Si ha infatti che nella frazione di Carpasio, sulla riva sinistra del corso d'acqua, l'esito è quello delle parlate centrali, mentre a Montalto, sulla riva opposta, il dialetto si è evoluto similmente alle varietà occidentali.
  • -lj- : permette invece di delimitare il confine orientale di queste parlate; difatti a levante dell'area di confine tra Noli e Finale ha avuto come esito -ʤ-, contro -ʎ- a ponente. Ad esempio il latino familia si è evoluto nelle due forme [faˈmiʤa] (ligure centrale ed orientale) e [faˈmiʎa].
  • -n- : mentre nel ligure centrale, con una più forte influenza galloitalica, si è verificata la velarizzazione di questo fonema tipica del genovese sensu stricto, a ponente dell'area di confine tra Noli e Finale questa caratteristica non si è sviluppata (discorso analogo si può fare per i dialetti ad est di Moneglia, dunque al confine tra ligure centrale ed orientale). Ad esempio il latino lana è divenuto ['laŋa] nel ligure centrale mentre altrove[9] l'esito è stato [ˈlana].
  • -ē- : anche la ē latina si è evoluta in maniera differente nel ligure centrale rispetto alle aree laterali. Difatti, mentre nel genovese si ha una sua dittongazione in -ej-, nei dialetti liguri centro-occidentali ed occidentali (così come, nella riviera di Levante, con gli orientali) ciò non si è verificato. Ad esempio il latino bibere si è evoluto in [ˈbeve] nelle varietà rispettivamente a ponente e levante di Finale Ligure e Moneglia, mentre nel ligure centrale, con la dittongazione di ē, si ha [ˈbejve]. Da segnalare inoltre come nell'area tra Albenga e Finale si assista alla comparsa, in alcuni casi specifici, della dittongazione di ē: in particolare ciò avviene qualora questa sia seguita da -r- (sia primaria che secondaria da -l-). Si riscontra infatti [ˈbeve] e [ˈmeze] ma anche, con -r-, [ˈsei̯r̂a] e [ˈkandei̯ra].
  • -tr- : l'esito in questo caso è del tutto peculiare dei dialetti appartenenti a questo gruppo, divenendo -r-, così come nei dialetti padani o nella lingua francese. Difatti, per esempio, si avrà l'evoluzione del latino pater in [par̂e], diversamente dal genovese [poɛː] o dai dialetti liguri occidentali dove, similmente al provenzale, è divenuto [pair̂e].

Confronti[modìfica | modìfica wikitèsto]

Segue un confronto della pronuncia di alcune parole nelle diverse varianti di ligure centro-occidentale, paragonate inoltre al genovese.

Blason de la ville Imperia (Italie).svg Portorino Alassino CoA Comune di Albenga.png Albenganese Pietrese Finalese Stemma di Genova.svg Genovese

(Grafîa ofiçiâ)

Note[modìfica | modìfica wikitèsto]

  1. Classificazione di Forner, 1980
  2. Forner, 1980, p. 458
  3. Toso, 2002
  4. Difatti nel comune di Bardineto si parla infatti un dialetto di transizione tra i liguri centro-occidentali ed i dialetti della Valbormida. Distinzione molto marcata che si può ritrovare nel confronto tra la parlata locale e quella del confinante comune di Calizzano (es: andemmu a Ba, andumma a Ca)
  5. Il feudo composto da questi due centri abitati è stato infatti a lungo controllato dai Marchesi di Clavesana, i quali, tra i vari possedimenti, furono anche signori di Ormea.
  6. (IT) Fiorenzo Toso, liguri, dialetti, in sce www.treccani.it. URL consultòu o 16 màrso 2021.
  7. Scritta anche [ł]
  8. Si segnala anche una forma intermedia, ossia -ii̯-, a Soldano.
  9. Treccani cita ad esempio spezzino, albenganese e ventimigliese

Bibilografia[modìfica | modìfica wikitèsto]

  • (DE) Günter Holtus, Michael Metzeltin e Christian Schmitt, Italienisch: Areallinguistik I. Ligurien, in Lexikon der Romanistischen Linguistik (Werner Forner), vol. 4, 1ª ed., M. Niemeyer, 1980, pp. 453-469, ISBN 3-484-50250-9.
  • (EN) Werner Forner, The dialects of Italy, Londra, M. Maiden & M. Parry, 1997, pp. 245-252.
  • (IT) Fiorenzo Toso, Liguria, in I dialetti italiani. Storia, struttura, uso, Turin, M. Cortelazzo, UTET, 2002, pp. 196-225.
  • (IT) Giulia Petracco Sicardi, Fiorenzo Toso e Patrizia Cavallaro, Vocabolario delle parlate liguri, Zena, Consulta Ligure, 1985-1992.
  • (ITEN) Davide Garassino, Michele Loporcaro e Stephan Schmid, La quantità vocalica in due dialetti della Liguria (PDF), in Fattori sociali e biologici nella variazione biologica, Pisa, 1º zenâ 2017, pp. 127-144. URL consultòu o 13 màrso 2021.
  • Giacomo Accame e Giulia Petracco Sicardi, Dizionario pietrese, A Prïa, Tipolitografia "LA STAMPA", 1981.
  • Gianni Nari, Dizionario del dialetto di Borgio, Sann-a, Grafiche F.lli Spirito, 1984.
  • Santino Bruno Pezzuolo, Dizionario alassino, Arbenga, Ed. F.lli Stalla, 1989.
  • Luigi Alonzo Bixio, Dizionario delle parlate finalesi, O Finâ, Centro Storico del Finale, 2000.
  • Angelo Gastaldi, Disiuna-iu Arbenganese - Dizionario Albenganese, Arbenga, Tipolitografia F.lli Stalla, 2009.